BREVI PENSIERI MODENESI

Pubblicato il 28 settembre 2026 alle ore 21:15

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L’ultra radicalizzato occidentale Donald Trump ha tenuto il suo discorso alle Nazioni Unite, affermando che potrebbe riprendere la guerra contro l’Iran a novembre, dopo le elezioni, con l’idea di “annientare definitivamente quella Nazione”. Non è certo la prima volta che lo diceva ma sentire queste parole dal palco dell’Onu rappresenta certamente un “unicum” nella storia del consesso internazionale.

I massimi dirigenti del governo iraniano, il premier Pezeshkian e il Ministro degli Esteri Araghchi hanno ricordato a tutti che l’Iran ha presentato una proposta per riaprire lo Stretto di Hormuz e per  tornare all’intesa di Islamabad ma che l’Iran stesso è pronto a rispondere agli attacchi di Usa (e Israele, ca va sans dire) in maniera più forte ed efficace, rispetto alle altre fasi del conflitto.

Trump ha risposto alla sua maniera e l’Iran ha ripreso a colpire le petroliere che si sono avventurate senza autorizzazione e ha lanciato vettori capaci di posare di mine, soprattutto nel corridoio omanita, la notizia appare plausibile anche con comunicati del Centcom che, qualche settimana fa, aveva annunciato operazioni contro le basi di questi vettori, i Fajr-5 che hanno una gittata di circa 75 km.

Questa mattina il prezzo del petrolio è ovviamente in crescita,  cosi come il gas metano che è ormai stabilmente sul valore di 80€/Mwh, le prospettive di un accordo negoziale sullo Stretto si allontanano e la possibilità di ripresa dei combattimenti significa nuovi possibili danni agli impianti di estrazione e di raffinazione degli idrocarburi, mentre i premi assicurativi che pagano le poche Compagnie di navigazione che mantengono un traffico militato attorno al Golfo Persico è cresciuto di 20 e in alcuni casi 30 volte, rispetto ai valori di febbraio 2026.

In tutto questo, l’attenzione mediatica è, per lo più, rivolta a:

-il copricapo da autorizzare o meno nelle scuole (burka e niqab segnalati si contano sulla punta delle mani ma, si sa, i valori dell’occidente vanno difesi…)

-il numero degli stranieri per classe nelle scuole.

Nel frattempo, risultano circa 1,3 milioni di bambini in povertà assoluta, italiani e stranieri di cui circa 200.000 (8,5% del numero totale) con carenze di nutrizione, a cui le famiglie non riescono ad assicurare un pasto proteico ogni due giorni. Ovviamente, i bambini in povertà assoluta hanno problemi grossi per poter frequentare alcune attività “a pagamento” ( gite scolastiche, attività ludiche non gratuite etc, etc).

Allargando il campo, ci sono 13.300.000 italiani di tutte le età, a rischio povertà o esclusione sociale

-immagini di degrado e povertà dalle varie città che vengono filmate in maniera intollerabile da sciacalli del web chiamati influencer e da politici che si comportano come se fossero tali.

- per un numero residuale di italiani: sostituzione etnico-religiosa e, per parte di questi, Remigrazione.

È quasi scontato affermare che aumenteranno i poveri e gli esclusi, come è facile prevedere  durante una fase inflattiva/recessiva: il maggior costo energetico riduce il reddito reale disponibile, sei mesi di caro gasolio potrebbero costare agli italiani tra 9 e 10 miliardi di euro,  un mantenimento dei parametri attuali per 12 mesi, porterebbe altre centinaia di migliaia di persone ad aggiungersi ai 13 milioni di italiani a rischio di esclusione sociale.

Tutto questo, dimenticando per un attimo le difficoltà che potrebbero specularmente portare alla chiusura di decine di migliaia di imprese, con le conseguenze immaginabili sull’occupazione.

In queste condizioni, l’unico lavoro che conterà nuovi addetti è proprio quello dell’influencer (sciacallo secondo i punti di vista), le situazioni di degrado non potranno che moltiplicarsi e certamente nessun “pugno di ferro” servirà a contenere la rabbia della fame che, la Storia insegna, non può essere fermata né con la polizia né con i carri armati.  

ASSOCIAZIONE LOGOS E CIVILTA'