LA PAURA COME LEVA: L’OFFENSIVA MAGA E LA DESTRA SOVRANISTA EUROPEA

Pubblicato il 18 ottobre 2026 alle ore 12:04

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di Fabio De Maio

 

L’immagine preparata dal nostro grafico propone una metafora politica: partiti e movimenti europei appaiono legati da fili, mentre islamofobia, xenofobia, suprematismo diventano strumenti di mobilitazione, la domanda che viene posta è di estrema attualità: quanto pesa l’influenza del mondo MAGA e dell'ambiente evangelico sulle forze sovraniste europee?
Non occorre immaginare che Washington impartisca ordini a ogni partito, é sufficiente osservare una convergenza sempre più esplicita: contatti politici, sostegno pubblico a specifici leader, reti transnazionali e una narrazione comune che presenta migrazione e islam come minacce alla sopravvivenza della civiltà occidentale dove Usa ed Europa sarebbero legati da un destino comune e avrebbero gli stessi nemici, dal punto di vista culturale, politico, economico e militare. 
L'Amministrazione americana nel documento Strategia di sicurezza nazionale statunitense del 2025 ha esplicitamente dichiarato che gli Stati Uniti incoraggeranno i propri alleati politici in Europa, accogliendo con favore la crescente influenza dei partiti europei definiti “patriottici”. Nello stesso testo, le politiche migratorie europee sono descritte come una causa di conflitti e di perdita delle identità nazionali; l’Europa viene inoltre presentata come esposta a un rischio di “cancellazione della civiltà”. Certamente questo succedeva anche quando a governare erano i democratici e nessuno può dimenticare l'allineamento totale del mondo liberal-progressista europeo agli Usa di Obama, segno di una subordinazione culturale ed intellettuale prima ancora che politica e militare al dominus americano, va però fatto notare che questa subordinazione é ancora più contraddittoria quando chi ne é consapevole vittima si dichiara "sovranista" o "patriota" 
La strategia della destra Usa si accompagna a gesti concreti: nel febbraio 2025, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il vicepresidente statunitense JD Vance attaccò i governi europei, accusandoli di limitare la libertà di espressione e di emarginare partiti come l’AfD tedesca, poi si lanciò in una difesa di un attivista svedese, estremista cristiano, condannato per aver bruciato una copia del Corano in pubblico; la condanna per Vance era un segno della limitazione della libertà d'espressione e il messaggio rivolto agli elettori europei era chiaro: il conflitto politico del futuro sarebbe stato  tra i movimenti nazionalisti e un establishment accusato di censurare il dissenso, dissenso ovviamente identificato in chi porta avanti la stessa visione di Vance e dell'apparato trumpiano. Marc Rubio, il 14 febbraio 2026 a Monaco si é lanciato in una apologia dei "5 secoli di espansione europea", identificando il declino con le rivolte anticoloniali e la conseguente decolonizzazione e invitando gli europei ad essere fieri di questo passato, quello della colonizzazione che avrebbe portato ovunque la Civiltà, la stessa che lega Europa ed Usa ad un destino comune, secondo la visione di Rubio.  
L'esempio più recente è arrivato dalla Francia: le proteste studentesche sono nate da rivendicazioni legate alla scuola — carenze di personale, edifici e servizi inadeguati — e si sono intrecciate con un malessere sociale più ampio, alla vigilia di una competizione elettorale del dopo Macron che sarà a dir poco rovente, con scelte molto difficili che attendono il nuovo inquilino dell'Eliseo.  Eppure, il 6 ottobre Trump le ha descritte sui social come il risultato di una “migrazione di massa fuori controllo” e dell’islam che vorrebbe prendere il controllo del Paese. La protesta è stata così ricondotta a una spiegazione identitaria, oscurando del tutto le richieste avanzate dai manifestanti e le mobilitazioni di studenti, sindacati e altri settori che hanno espresso anche il disagio per il costo della vita ed il peggioramento dei servizi pubblici.
Questa lettura ha trovato immediato eco anche in certa stampa di destra e nei discorsi di diversi leader politici europei: la presenza di giovani delle periferie, anche di seconda e terza generazione viene spesso messa in primo piano, fino a diventare la chiave per interpretare l’intero movimento, in una cornice che sostituisce alle rivendicazioni sociali una narrazione di scontro tra identità.

È qui che xenofobia e islamofobia diventano politicamente funzionali, trasformano problemi complessi — precarietà, disagio sociale, crisi abitativa, servizi insufficienti, insicurezza — in una spiegazione semplice: la colpa sarebbe degli immigrati, dei musulmani, delle minoranze e di élite che avrebbero “aperto le porte”, la paura offre un bersaglio immediato e sposta l’attenzione dalle scelte economiche e sociali dei governi.Vale la pena di notare che nella critica alle cosiddette "elite europee" non si fa mai accenno alle scelte in materia di politica economica che da Maastricht in poi hanno portato alla situazione attuale, tra le scelte c'é certamente quella della "compressione dei salari" che é la ragione principale delle decisioni sui flussi migratori adottate dalle classi dirigenti europee.La rappresentazione dell’islam come un blocco unico, incompatibile con l’Europa, cancella inoltre la distinzione necessaria tra una religione, i 6 milioni di musulmani in Francia e i circa 46 in Europa e i movimenti estremisti radicali di cui abbiamo già parlato in altri approfondimenti e che spesso sono state le leve utilizzate proprio dagli americani, per destabilizzare intere aree, in maniera funzionale ai propri interessi strategici.
La circolazione di questa narrazione passa anche attraverso una nuova schiera di influencer e commentatori politici, capaci di raggiungere pubblici vastissimi e spesso presentati come voci spontanee, indipendenti ed esterne ai media tradizionali. Alcuni operano direttamente sulla piattaforma X, di proprietà di Elon Musk che  ha usato il proprio profilo per sostenere partiti sovranisti e ha amplificato messaggi centrati sull’immigrazione, un’analisi dell’Associated Press ha documentato la visibilità crescente di diversi esponenti e account della destra radicale europea su X.
Queste piattaforme offrono visibilità, legittimazione e canali di diffusione a messaggi che collegano immigrazione, islam e insicurezza, il risultato è una sfera informativa in cui comunicazione politica ed attivismo si sovrappongono, mentre la forza di un contenuto dipende spesso dalla sua capacità di suscitare paura e indignazione.
Il doppio criterio emerge anche nel modo in cui vengono raccontate le guerre: una parte di questo universo politico presenta il sostegno militare a Kiev come un’escalation da fermare, mentre, davanti agli attacchi statunitensi contro l’Iran, invece, la critica è spesso inesistente o più cauta o subordinata comunque alla condanna della Repubblica Islamica come entità da abbattere, per il bene del "mondo libero. Le reazioni di tutta la destra sovranista europea alla guerra hanno mostrato divisioni e imbarazzi, alcuni leader hanno invocato genericamente la diplomazia, altri hanno evitato di condannare Trump o hanno descritto l’intervento come la conclusione di una crisi precedente, nello stesso mondo MAGA ci sono state voci contrarie alla guerra in Iran, ma l’opposizione non è stata uniforme.Il vero punto è la selettività con cui si invoca l'opposizione alla guerra: forte quando si parla di Ucraina, molto meno quando l’azione militare è condotta dagli Stati Uniti in Asia occidentale, nonostante appaia evidente a tutti che la crescita disastrosa dei costi degli idrocarburi e la conseguente spirale inflattiva provengano direttamente dall'avventurismo militare di Usa ed Israele, su questo punto cadono definitivamente le velleità patriottico-sovraniste di un intero universo politico europeo che quanto a subordinazione a Washington e Tel Aviv sta superando il suo antagonista liberal-progressista.
In questo clima si collocano anche le iniziative del collettivo francese Némésis, politicamente vicino alla galassia Maga e al Rassemblement National di Marine Le Pen. Il gruppo ha contestato più volte le iniziative di Rima Hassan, esponente di La France insoumise, accusata di essere esponente dell'islamo-comunismo", in un’altra occasione, durante una manifestazione a Parigi in sostegno alle posizioni dei palahvisti, alcune sue militanti sono state fotografate mentre bruciavano immagini della Guida suprema Ali Khamenei, tutto questo mentre l'Iran era sotto le bombe "democratiche" di sionisti ed americani. Recentemente, alcune esponenti dello stesso gruppo sono apparse sul palco della kermesse leghista a Pontida, inscenando una performance da avanspettacolo, con burka che venivano tolti dalle attiviste, mandando in visibilio il pubblico, alimentato a pane ed islamofobia. Anche le recenti battaglie politico- mediatiche contro niqab e burka, indossate da poche decine di donne sul suolo italiano, su una popolazione di circa 900.000 presenze femminili di fede musulmana, va nella direzione della demonizzazione tout court dell'Islam e procede di pari passo con la banalizzazione del genocidio sionista in Palestina che gli stessi media portano avanti, presentando in maniera palese e non più sottinteso Israele come il baluardo della civiltà occidentale in Asia Occidentale, discorsi che si ritrovano nelle posizioni dell'AFD come di RN, in questo senso tutte le maschere sono ormai cadute. 
La rete d’influenza politica di cui abbiamo parlato sostiene i movimenti europei, orientati verso una visione identitaria di tipo "occidentalista", svincolata in buona parte da storia e tradizioni realmente europee e punta ad indebolire le oligarchie di Bruxelles per sostituirle con una visione politico-culturale totalmente subordinata al mondo conservatore statunitense. Per fare questo, beneficia del pesante intervento di oligarchi tecnologici che orientano il dibattito pubblico contro gli elementi che risultano estranei a quella visione politico-culturale, imperniata sul suprematismo occidentale che trasforma i i problemi reali delle società europee in mobilitazioni contro intere comunità, identificate come nemici collettivi, cercando di impedire che le sacrosante mobilitazioni sociali vengano finalmente indirizzate verso i nemici reali dell'Italia e dell'Europa.

LOGOS E CIVILTA'