QUANTO CI COSTA LA GUERRA DEGLI USA ALL'IRAN

Pubblicato il 14 settembre 2026 alle ore 10:08

I prezzi del petrolio sono aumentati di circa il 3% all'inizio della settimana, con il Brent che ha superato i 107 dollari, mentre il petrolio greggio statunitense ha superato i 102 dollari e il gas metano, fondamentale per la nostra industria ceramica, 0,87€/Mwh.
I costi dell'avventura bellica della coalizione Epstein contro l'Iran crescono ogni giorno, così come avevano previsto pochi canali realmente indipendenti, mentre i folgorati sulla via di Maga aspettavano ancora la "rivoluzione antiglobalista" di Donald Trump, impegnato in quei giorni a rivoluzionare piuttosto i già pingui conti correnti, con l'esercizio di uno dei mestieri più antichi del mondo capitalista globalizzato (a volte il destino fa brutti scherzi), l'insider trading.
Oggi la perdita di credibilità dell'amministrazione americana è talmente forte che il mercato stesso si muove secondo sollecitazioni diverse, questo ultimo salto in avanti del prezzo del greggio è dovuto a due fattori principali:
-l'offensiva di Ansarallah in Yemen che oggi controlla praticamente tutto lo Stretto di Bab El Mandeb e ha interdetto il passaggio alle petroliere saudite, dopo aver colpito l'oleodotto saudita che attraversa il Regno da Est ad Ovest e che rappresenta il principale bypass ad Hormuz, con il suo potenziale di quasi 7 milioni di barili giornalieri.
L'operatività dell'oleodotto è sospesa per un mese, per ora.
- Lo slittamento del vertice bilaterale Iran-Oman che avrebbe dovuto tenersi oggi e che aveva in agenda la firma dell'accordo con le nuove regole della navigazione di Hormuz, con la presenza di delegazioni di tutte le nazioni dell'area geografica, in qualità di osservatori.
La notizia del rinvio è stata data senza indicarne le motivazioni, dai canali ufficiali di Iran ed Oman, il mercato che aveva percepito positivamente la notizia del vertice, con un arretramento del prezzo del 2%, ha compiuto il percorso inverso.
In tutto questo gli Usa mantengono un blocco navale, ben al largo dalle coste iraniane, blocco che è pagato anche dal contribuente americano che paga il gasolio oltre 6 dollari/gallone, record storico per gli States.
Non risultano richieste agli Usa, da parte della Ue e/o dei governi europei di modificare la propria posizione nella crisi degli Stretti, nonostante i danni economici considerevoli che stanno subendo le già dissestate economie europee; bisogna però capire che i vertici Ue sono molto occupati a redigere il ventunesimo o forse ventiduesimo pacchetto di sanzioni alla Russia e, si sa, una delle qualità che servono a chi occupa posti di responsabilità è la capacità di gestire le priorità.
Immagine da Press Tv.


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